Dati e organizzazioni: la scintilla per il ritorno di fiamma

Tutti pensano che i dati custodiscano il futuro della competitività delle imprese ma solo pochi riescono davvero ad averci a che fare con profitto. Nel frattempo metodi e tecnologie si sono evoluti ed è il momento giusto per riprovarci.

Intro

Da tempo è unanime che i dati abbiano un ruolo considerevole per le organizzazioni che vogliono prosperare, sia come consiglieri che come base per nuovi modelli di business, ma anche come materia prima per processi automatizzati che vadano ad alleggerire i costi. A questa giusta linea di pensiero però non sempre ha corrisposto un matrimonio idilliaco tra dati ed imprese o enti, tant’è che si potrebbe riassumere il panorama come diviso tra chi sui dati ha già fatto una rivoluzione ed un impero, chi ha iniziato a metterli insieme ma non si dice proprio soddisfatto a pieno dal risultato e chi deve ancora cominciare davvero a sfruttarli i dati, per paura di perdersi in un effort infinito il cui valore si rivela solo dopo. 

Aspetti chiave

Dove sta il problema? Se la direzione più o meno è chiara, manca individuare bene il percorso, l’attrezzatura idonea, valutare correttamente lo sforzo e assicurarsi di arrivare a destinazione con la possibilità di capitalizzare al meglio su quanto fatto. Si tratta comunque di accettare un certo grado di sperimentazione, ma di farlo senza sconfinare nell’improvvisazione. 

Riallarghiamo dunque la vista, per inquadrare cosa abbiamo davanti: quella dei dati è una nuova economia, con un suo ciclo, dei suoi oneri (come già chiaro a tutti) e un suo conseguente bisogno di sostenibilità, ma ha anche una sua naturale e necessaria apertura; non è una catena di montaggio ma piuttosto un ecosistema, dove il valore lo si trae dall’aggregazione di fonti diverse dove non basta il proprio orto per farci grandi cose e dove serve un pubblico per giustificare un servizio. 

Tutti questi elementi vanno anticipati per non rimanerci incagliati dopo. Se so che dovrò avere un pubblico (interno o esterno che sia) allora ho bisogno di qualità dei dati perché questo possa
farci affidamento, se mi servirà apertura dovrò aver disposto processi e sistemi di governance, se l’impegno per partire è oneroso dovrò crearci valore nel tempo perché possa ripagarsi dei costi fissi, dunque dovrò allocare il necessario per aver continuità. Per semplificare questo disegno, possiamo riferirci ad un ciclo continuo di 3 fasi: cura delle informazioni, conservazione delle informazioni e valorizzazione delle informazioni; queste parti andranno a ripetersi a ciclo continuo e ciascuna concorrerà in modo essenziale al successo di questo investimento.

Approccio

Fortunatamente, le possibilità per la gestione del ciclo di vita delle informazioni si sono evolute nel tempo e come succede per tutti i processi di crescente importanza sono nate diverse tecnologie che alleggeriscono il peso organizzativo di tutte le fasi. Ad esempio, la cura dei dati, che è un processo complesso e laborioso, può beneficiare di aiuti che cambiano completamente lo scenario.
Normalmente infatti cura significa, sistemazione, ingestion, scrittura dei metadati, etichettatura, archiviazione, creazione di relazioni tra le informazioni. 

Sono tante operazioni, sistematiche e di grande attenzione, che senza un valido aiuto tecnologico richiedono tante risorse e sono molto esposte ad errori. Al contrario, con tecnologie allo stato dell’arte tutte queste operazioni si riducono alla progettazione dell’architettura delle informazioni e all’integrazione di tali soluzioni, mentre la parte operativa viene assistita e guidata, anche grazie all’intelligenza artificiale che suggerisce autonomamente relazioni da costruire e metadati utili poi all’esplorazione di questi dati. 

Ma non ci accontentiamo: come Deda Cloud sappiamo che non bastano grandi tecnologie per sbloccare le organizzazioni, sappiamo che i team IT fanno un grande lavoro per restare in linea di galleggiamento e che spesso non c’è spazio per integrare e gestire nuove tecnologie autonomamente, così, quando si tratta di innestare una soluzione, può essere game-changer potersi affidare ad un partner in grado di assorbire in pieno l’impegno di gestione. In questo modo le aziende possono attrezzarsi col valore delle nuove soluzioni senza però averne tutti gli oneri operativi che ne conseguirebbero. In Deda Cloud per essere vicini alle aziende ci siamo specializzati proprio in questo, trasformare le tecnologie in servizi, che siano rodati, modulari ed efficaci, che possano poggiare sul nostro cloud sicuro ed italiano e che siano di massima qualità, certificati dai vendor e con team solidi alle spalle.

Conclusione

Grazie ad una formula così chiavi in mano, ora le organizzazioni possono riprendersi cura dei dati, con un coinvolgimento molto più smart dei team operativi e senza gravare sui team IT. Così si vanno ad eliminare gli ostacoli di staffing, tipicamente più onerosi da sormontare, e si vanno ad ottenere risultati già maturi, con metadati ottimizzati, pulizia migliore e la creazione di relazioni di valore tra i dati stessi, utili per trasformarle in seguito in relazioni con le community di fruizione dei dati. Siamo certi che ora i tempi siano maturi per dare vita a grandi catene del valore a partire dalle informazioni ancora sopite nei data lake.

Perché Deda?

Etica – Crediamo nell’approccio multicloud e nella cultura del dato.

• Innovazione – Lavoriamo con i vendor alla creazione di nuovi servizi utili al mercato.

Made in Italy – I data center sono su territorio italiano, l’ideale in termini di compliance e responsabilità

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